
LINEE GUIDA DI FORMATTAZIONE
Ci sono mille modi di formattare un testo, di sottolineare un concetto, e di esprimere enfasi. A volte può essere difficile per un autore navigare tra le varie specifiche: lo scopo di queste linee guida è di fornire una lista di alcune delle norme editoriali che applichiamo in Alkalina, così da aiutarti a presentare il testo nella forma migliore per noi.
Nota bene: Seguire le indicazioni ci rende la lettura e l’editing più facili, ma eventuali variazioni, specie se relative ad aspetti marginali, non pregiudicano necessariamente la valutazione del testo.
Preferiamo:
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Font leggibili come il Times New Roman, il Garamond, l’Arial, il Calibri, ecc. Puoi usare altri font rispetto a quelli menzionati, ma ti chiediamo comunque di valutarne la leggibilità;
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Un solo font per tutto il testo, a meno che l'uso di font diversi non abbia una precisa funzione e giustificazione narrativa.
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Caratteri a dimensione 12 pt.
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Interlinea 1,5 o doppia.
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Allineamento a sinistra o giustificato.
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Rientro della prima riga 0,5 cm a partire dal secondo paragrafo, mai dal primo.
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A proposito di questo: evita assolutamente di creare rientri attraverso la spaziatura o la tabulazione manuale; se non sai come impostare i rientri attraverso le opzioni di formattazione di paragrafo, piuttosto lascia il testo così com’è.
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Uso delle caporali (« ») per marcare i dialoghi, le citazioni, i nomi di quotidiani e periodici.
- Per le citazioni all’interno dei dialoghi, usare le virgolette alte (“ ”).
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A proposito della punteggiatura per i dialoghi: generalmente, il punto fermo conclusivo va all’interno delle caporali. Quando però la battuta è introdotta dai due punti, il punto fermo conclusivo va all’esterno delle caporali. Se invece la battuta è seguita da un verbo dichiarativo, viene chiusa senza punteggiatura, salvo interrogazioni ed esclamazioni.
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Sempre a proposito di dialoghi, è importante andare a capo in un altro paragrafo quando parla un personaggio diverso. Quando questo non accade, risulta difficile capire chi sia il parlante e l’intelligibilità del racconto ne risente.
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Il corsivo per i titoli delle opere e per i nomi scientifici.
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Il corsivo può essere utilizzato anche per marcare i pensieri o i monologhi interiori di un personaggio. Non è tuttavia obbligatorio distinguere graficamente i pensieri dal resto della narrazione, purché la scelta autoriale, qualunque essa sia, risulti coerente per tutto il testo.
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Il corsivo può altresì essere utilizzato per enfatizzare parole o espressioni.
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Puoi usare il corsivo anche per distinguere poesie, citazioni estese, flashback o altri brani autonomi dal corpo del testo. Lo stesso effetto si potrebbe ottenere anche in altro modo, ad esempio con un allineamento diverso o con i rientri di paragrafo. Si tenga tuttavia presente che eventuali soluzioni grafiche particolari potrebbero subire delle modifiche durante la fase di editing.
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Le parole e le espressioni straniere non richiedono il corsivo, salvo particolari esigenze espressive o narrative.
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Per gli incisi, è ammesso l’uso del trattino medio o en dash ( – ) preceduto e seguito da uno spazio. Il trattino breve ( - ) è invece richiesto per le parole composte. Il nostro normario non prevede l’uso del trattino lungo o em dash ( — ).
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Le note a piè di pagina sono ammesse, ma ti chiediamo di ricorrervi con estrema parsimonia: se una certa informazione non è strettamente necessaria alla narrazione o potrebbe essere trasmessa attraverso la prosa, allora evita di inserire una nota a piè di pagina che potrebbe avere solo l’effetto di rallentare la lettura. Diverso è ovviamente il caso in cui le note a piè di pagina abbiano una precisa funzione narrativa (es. per racconti che imitano documenti accademici, edizioni critiche di testi immaginari, ecc.).
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L’uso del grassetto è ammesso in circostanze particolari, ad esempio per le indicazioni di tempo o di luogo separate dal corpo del testo. Anche in questo caso, le scelte grafiche definitive saranno concordate con la redazione durante la fase di editing.
