
... In quell’Impero, l’Arte della Cartografia raggiunse tale Perfezione che la mappa di una sola Provincia occupava un’intera Città, e la mappa dell’Impero un’intera Provincia. Col tempo, [...] i Collegi dei Cartografi crearono una Mappa dell’Impero che aveva la grandezza stessa dell’Impero e con esso coincideva esattamente. Meno Dedite allo Studio della Cartografia, le Generazioni Successive capirono che quella immensa Mappa era Inutile e non senza Empietà l’abbandonarono alle Inclemenze del Sole e degli Inverni. Nei deserti dell’Ovest restano ancora lacere Rovine della Mappa, abitate da Animali e Mendicanti; nell’intero Paese non vi sono altre reliquie delle Discipline Geografiche.
— Jorge Luis Borges, Del rigore della scienza (in L’artefice, ed. Adelphi)
«La mappa non è il territorio», diceva il filosofo Alfred Korzybski. Eppure la mappa dovrebbe rappresentare, descrivere ambienti, stabilire distanze, indicare confini con un certo grado di fedeltà al reale. Ci muoviamo nel mondo con la convinzione che non sia possibile perdersi del tutto, fintantoché la nostra posizione potrà essere ritrovata su quella mappa. Ma cosa succede quando il rapporto tra mappa e reale si interrompe?
Cartografia dell’Invisibile vi invita a raccontare di geografie dove è certo non ritrovarsi; raccontare di spazi impossibili, alterati, cancellati, ancora inesistenti: città sommerse che continuano a comparire sulle carte, quartieri espulsi dai piani regolatori, frontiere generate dall’IA, luoghi che cambiano a seconda di chi li attraversa.
Lo spazio in cui perdersi potrà essere fisico, digitale, politico, biologico, onirico.
La mappa in cui non ritrovarsi potrà essere occulta, senziente, falsa, incompleta, inaffidabile – o troppo precisa. Potrebbe nascondere qualcosa d’importante, oppure mostrare ciò che nessuno dovrebbe vedere; raffigurare una terra ignota, essere testimone della sua passata esistenza, ora che è stata distrutta.
Come sempre, vi invitiamo a mandarci i vostri racconti di genere speculativo, ma sono sempre benvenute contaminazioni fra fantascienza, weird, horror, fantasy, distopia, dal surrealismo urbano alla geopolitica immaginaria, così come interpretazioni non immediate del concetto di cartografia.
La finestra degli invii resterà aperta dal 23 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027.
I racconti ricevuti prima o dopo questo arco di tempo non verranno presi in consegna per la valutazione.
COSA CERCHIAMO?
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Storie inedite di massimo 6.000 parole, idealmente tra 1.000 e 4.500. Con “inedite” si intende che non siano già state pubblicate altrove (con un editore o in self).
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Storie con un forte elemento speculativo che rispettino il tema dell’open call. Ci interessa tutta la speculative fiction: fantasy, fantascienza, horror, weird, e tutto quello che c’è in mezzo, soprattutto quando non risponde a un’etichetta precisa.
COME INVIARE?
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Invia il tuo racconto in formato .doc, .docx o .odt all’indirizzo email postaalkalina@gmail.com.
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Nell’oggetto della mail, scrivi “Racconto: Titolo - Numero di parole - Autore”.
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In testa al documento, inserisci le tue informazioni di contatto (nome, cognome e email/telefono) ed eventualmente i link ai tuoi canali social.
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Nel corpo della mail, scrivi una breve biografia in terza persona.
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Se la tua storia viene pubblicata altrove mentre noi la stiamo valutando, per favore avvisaci.
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Non sai come formattare? Dai un’occhiata alle nostre LINEE GUIDA DI FORMATTAZIONE.
Nota bene: Ogni autore può proporre un solo racconto durante il corso della call. Inoltre, ogni racconto potrà essere valutato una sola volta: non accetteremo racconti che abbiamo già valutato, anche se ci vengono rispediti seguendo le nostre indicazioni.
COME LAVORIAMO?
Paghiamo 50 centesimi ogni 100 parole, arrotondando al centinaio più vicino, fino a un massimo di 25 euro per racconto.
In cambio, chiediamo una licenza esclusiva di sei mesi per la pubblicazione. Trascorsi sei mesi, la licenza diventa non esclusiva, lasciandoti libero di pubblicare il racconto altrove.
Per ovviare all’elevato numero di proposte, non inviamo più notifiche di avvenuta ricezione dei racconti. Generalmente, rispondiamo non appena abbiamo raggiunto una decisione definitiva. Il processo di selezione avviene in più fasi, dunque alcuni racconti potrebbero necessitare di un tempo di valutazione più lungo. Tuttavia, se entro un mese dalla data di chiusura della finestra d’invio non hai ancora ricevuto risposta, sentiti libero di contattarci di nuovo.
Se decideremo di accettare il tuo racconto, ti contatteremo via mail per chiedere conferma della disponibilità alla pubblicazione. Dopodiché, verrai coinvolto nella fase di editing, durante la quale lavorerai insieme a uno o due dei nostri editor interni e, una volta che il testo sarà pronto, ti invieremo una bozza del contratto da firmare per la licenza di pubblicazione. In quanto autore pubblicato, riceverai inoltre una copia digitale del numero della rivista.
Se invece decideremo di rifiutare il tuo racconto, ti comunicheremo cosa secondo noi ha funzionato e cosa non ci ha convinto. Il feedback che riceverai in questo caso sarà composto da una sintesi di tutti i pareri che sono stati espressi in fase valutativa. Non si tratterà di un editing minuzioso, ovviamente, ma piuttosto di una forma di cortesia e trasparenza volta a permetterti di conoscere la motivazione del rifiuto.
Dal 2022 tutte le nostre comunicazioni via mail sono firmate da chi le ha scritte, incluse quelle contenenti il feedback sui racconti rifiutati. Tuttavia, salvo casi particolari, il loro contenuto non sarà mai da intendersi come l’espressione dell’opinione del singolo redattore, bensì come il risultato di una discussione collettiva. Ci teniamo infatti a precisare che, come regola interna, ogni racconto deve aver ricevuto una valutazione da almeno quattro redattori diversi prima che una qualunque decisione a riguardo possa essere considerata definitiva.
